Diritto a Comunicare

Le elezioni-truffa dei nostri capitalisti

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Le elezioni–truffa dei nostri capitalisti
Le nostre elezioni sono l’esatta antitesi di ciò che serve per la espressione della “sovranità popolare”, asse portante della nostra Costituzione. Truccate nei numeri, squilibrate nelle disponibilità economiche e nella visibilità mediatica di liste e candidati, puntano a legittimare e consolidare i poteri dominanti, gabbando gli elettori e rubando voti alle liste che non superano gli sbarramenti, inventati dai partiti maggiori e peggiori.
 
Le elezioni sono l’unico momento in cui i cittadini-elettori possono esercitare la loro “sovranità popolare “ delegata, selezionando programmi vincolanti e candidati credibili. Affinchè un simile presupposto si realizzi concretamente regole e tempi elettorali debbono essere decisi da una Autorità costituzionale elettiva, indipendente e sovrana, sovraordinata ai “giocatori”, cioè ai partiti e alle liste in competizione. Invece sono gli stessi partiti – quelli maggiori e peggiori- che si autodefiniscono tempi e regole del gioco elettorale , nochè della visibilità mediatica e propagandistica : manipolano a loro vantaggio il rapporto voti/ seggi ; fissano gli sbarramenti e il premio di maggioranza; monopolizzano risorse economiche e mediatiche; clonano liste “scomode” per danneggiarle ; inventano calunnie ed imposture contro i candidati “invisi”; promettono meraviglie che poi violano impunemente; lanciano slogan vuoti per innescare un tifo da stadio.
In questo modo le elezioni diventano un inganno ai danni degli elettori, che diventano sudditi impotenti e pilotati , condannati a fare il tifo per 3-4 facce supergettonate.
Ma il tifo lideristico e partitico è ben peggiore e fuorviante di quello calcistico : qui la scelta di una squadra si basa su elementi soggetti ed oggettivi (i risultati, la simpatia, la tradizione,la cittadinanza,ecc.).
Invece nel tifo elettorale la scelta riguarda “spot pubblicitari”, non vincolanti, di 3-4 leader tra i quali l’elettore è chiamato a scegliere, senza alcuna relazione a programmi, valori, comportamenti , soluzioni.
E’ questo il meccanismo indotto dai mass-media dominanti e dai teatrini televisivi quotidiani, gestiti da un monopolio di giornalisti che hanno interessi solidali di “corporazione” e con i partiti egemoni. Di “corporazione” perchè sempre più spesso i candidati sono giornalisti che si candidano appunto con i partiti ipergettonati, destinati a vincere.
Penso che mai, come per le prossime elezioni, il meccanismo qui descritto risulti così palese e sfrontato , dove le liste e i candidati alternativi scompaiono da TV e giornali o vengono criminalizzati. Infatti, mentre per Monti, Bersani, Berlusconi ,Casini e Vendola si sente ciò che dicono nei TG ,per minuti , per gli altri candidati (Grillo, Ingroia, Marco Rizzo) si sente solo il commento , brevissimo (pochi secondi) e dissacratore, del giornalista di turno che blatera sulle loro immagini fugaci.
Si tratta dunque di un meccanismo truccato che consolida l’esistente, per quanto infame e repellente possa essere, presentato come l’unica scelta elettorale possibile. Questa infame impostura dura da decenni, eppure anche i soggetti antagonisti non rivendicano il “diritto a comunicare” come diritto costituzionale primario (art.21 e 43) da cui ogni altro diritto deriva (e solo se può essere comunicato ).
A fronte di questo grande inganno, molti cittadini, giustamente indignati e vittime del sistema dominante, fanno scelte irrazionali, anche contrarie ai loro interessi materiali e ideali : non votano e votano per leader e liste “sbagliate”, cioè le più lontane dai loro bisogni e diritti reali. Non votando, favoriscono i leader e le liste maggiori e peggiori ; votando in modo sbagliato, trasferiscono alle liste peggiori ,voti e seggi che potrebbero andare a candidati e liste “migliori e diverse”. Non è vero che tutti i partiti sono uguali !
Nel caso delle prossime elezioni politiche, si tratta in pratica di un referendum popolare, sia pure truccato ed impari , tra chi vuole contrastare Monti e chi lo sostiene (PD,UDC,SEL) . Esistono, a mio avviso, 3 aree elettorali possibili :
- l’area montiana (Monti, PD,UDC,SEL) sostenuta dalla confindustria di Marchionne e di Montezemolo, e dal Vaticano, insieme a tutti i supporter della Nato e della troika (FMI/UE/BCE);
- l’area berlusconiana e leghista che, dentro lo schema politico-idologico della UE, della Nato e di Monti, lo critica solo per sostituirlo al governo e per strumentalizarne la politica antipopolare ;
- L’area , più o meno antagonista, che si oppone alla UE , a Monti e alla Nato, rivendicando diritti costituzionali e civili (come il reddito minimo garantito), legalità, giustizia sociale e giurisdizionale (Grillo ; Ingroia con IDV,PRC e PdCI ; Marco Rizzo ; Ferrando...). Un’area che si oppone ovviamente anche a PDL e Lega ;
Il rischio maggiore, per chi ripudia Monti, è una alleanza maggioritaria tra PD/SEL e lista Monti. Un rischio che si può ridurre o azzerare votando le formazioni della terza area indicata, ricordando però che la lista votata deve superare lo sbarramento elettorale, altrimenti si regalano voti e seggi ai partiti avversari.
 
Roma 14 gennaio 2013
 

IL DIRITTO A COMUNICARE (DAC) - diritto umano e sociale universale - sancito dall’UNESCO nel 1984, come superamento del principio oligarchico di “libertà d’informazione”, non è ancora riconosciuto e praticato, né a livello mondiale né a livello nazionale.

Eppure è un diritto democratico primario, che la nostra Costituzione contempla nel suo impianto generale ed in articoli specifici (21 e 43).

Diritto primario perchè da esso tutti gli altri derivano, quale che sia il campo di attività considerato. Infatti la comunicazione - come processo interattivo - sta alla base dei processi di conoscenza, formazione ed informazione, individuali e collettivi.

La sovranità popolare - fondamento delle democrazie costituzionali - implica l’esercizio del Diritto a Comunicare. Le tecnologie moderne consentono tale esercizio in modo capillare.

Per contro, la negazione di questo diritto determina un flusso unidirezionale di messaggi che pochi monopolisti ed i loro mediatori “accreditati” selezionano ed inviano a milioni e milioni di persone passive.

I danni che ne derivano - nei vari campi di attività - sono notevoli. (LEGGERE NOTA SOTTO)

 

Nella Grecia di Pericle (V sec.a.C.) Il diritto di parola (isegoria) era il presupposto stesso della Democrazia Ateniese: ogni cittadino poteva esercitarlo nelle assemblee popolari nell’ambito della Costituzione. Perciò una pena sentita era quella della privazione del diritto di parola.

 

NOTA IMPORTANTE:

  • I processi di conoscenza, formazione, informazione di massa si basano sul presupposto che vi sia COMUNICAZIONE interattiva tra le parti interessate: popoli, gruppi e persone. In difetto, subiamo le menzogne, la censura, e la propaganda di pochi furfanti.
  • I processi politici e sindacali presuppongono la comunicazione dei cittadini e dei lavoratori - tra loro e con i loro rappresentanti e leader - nonché con il mondo esterno. In difetto, manca la democrazia politica e sindacale e le lotte operaie e popolari vengono criminalizzate o censurate da una ristretta oligarchia
  • Il consumo equo e cosciente di beni e di servizi implica uno scambio comunicativo tra fornitore e fruitore. Perciò i monopolisti “felloni” bloccano la comunicazione “di ritorno” e praticano solo quella unidirezionale verso l’utente-cliente. Il risultato: truffe, raggiri ed inganni.
  • Tutti i rapporti istituzionali presuppongono un rapporto comunicativo tra cittadini ed Istituzioni. Dove manca, i cittadini sono sudditi vessati e manipolabili.
  • Le leggi ed i rapporti internazionali dovrebbero basarsi su rapporti di comunicazione e di conoscenza tra popoli e Nazioni diverse. Altrimenti si hanno manipolazioni interessate che generano guerre e rancori di vario tipo. E’ quanto stiamo vivendo oggi con lo “scontro tra civiltà”.
  • I nostri rapporti con l’ambiente e le sue risorse sono basate su una corretta valutazione del rapporto persona-ambiente-persona; una valutazione che ci deriva dalla comunicazione-formazione. In difetto, abbiamo distruzione ambientale e spreco dissennato di risorse non rinnovabili.
  • Nei processi giudiziari - se viene negato il diritto di replica o di comunicazione dei giudici - ogni inquisito può fare la vittima e criminalizzare il suo giudice. E’ anche importante attribuire ai cittadini il diritto di parola nei procedimenti giudiziari che li riguardano.

Partiti e sindacati hanno finora ignorato la questione dei Diritti Comunicativi. Solo recentemente Rifondazione Comunista ha annunciato pubblicamente di voler avanzare una proposta di legge sulla comunicazione di massa basata sul Diritto a Comunicare.

 

Segnalazioni


Ciò che sta accadendo in Europa e in Italia è il prodotto del cinismo criminale del capitalismo finanziario internazionale ed europeo.       Per decenni i mass media hanno occultato questo piano disumano costruito con la sovranità monetaria delle banche, con i trattati capestro della UE (sempre taciuti), con i finti tecnici, come Monti in Italia, sostenuto da PDL/PD/UDC. L'inganno mediatico continua con slogan fasulli (salvastati, spread, crescita,ecc.) e teatrini mediatici fuorvianti. Se non conquistiamo nuovi assetti comunicativi, riformando la RAI, saremo ancora vittime di ogni nefandezza del capitalismo :finanziaria, politica, sociale, militare e mediatica.La regia generale è quella dell'imperialismo USA all'assalto del mondo: video illuminante, poco noto, e commento su pickline.
 
Qui su www.pickline.it  e su www.blogtaormina.it trovate proposte innovative  per una alternativa di civiltà, anche mediatica.