Diritto a Comunicare

Il terrorismo USA contro Cuba

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 Cubausa07011

Il terrorismo USA contro Cuba
A 50 anni dalla tentata invasione della "Baia dei porci" il programma TV –RAI5 del 24/7/011- rappresenta correttamente la realtà storica e sociale di Cuba, sottoposta all’embargo USA e al terrorismo USA- entrambi impuniti- da quasi 50 anni. Esso ribalta una falsa e martellante propaganda mediatica anticubana, disvelando il superterrorismo USA sul mondo.
 
Sono stato a Cuba e seguo con attenzione la politica e la realtà di quel Paese socialista , affascinante e sovrano che, da decenni, fronteggia con successo l’embargo e il terrorismo USA, del tutto illegali.
L’embargo USA – un atto illegale ed unilaterale di sopraffazione -è stato condannato più volte dall’ONU a stragrande maggioranza di voti, ma inutilmente, perché esso continua impunemente.
Il terrorismo USA sull’isola- compresi una serie di attentati falliti contro il presidente Fidel Castro – è rimasto impunito, mentre i responsabili degli eccidi vivono liberi negli USA. Cinque patrioti cubani che- infiltrandosi tra i terroristi anticubani, hanno sventato decine di atti terroristici – sono da 10 anni nelle carceri USA, con l’accusa provocatoria di…. “terrorismo” anti-statunitense (!!?).
Questi ed altri misfatti USA il programma RAI ha documentato, mostrando le conquiste sociali, culturali e politiche di quel Paese che non hanno riscontri in tutta l’America latina. Anche le numerose interviste hanno dimostrato il consenso popolare e l’entusiasmo degli abitanti dell’isola per il socialismo castrista. Altra sonora smentita alla martellante propaganda mediatica anticastrista : “Castro come dittatore “(!!?)
Ma la logica disumana e mistificatrice dell’imperialismo assassino e terrorista chiama “terroristi” le sue vittime in ogni parte del mondo, usandole come pretesto di barbare invasioni neocoloniali.
In questi giorni è stato assassinato un altro scienziato nucleare iraniano, mentre USA ed Israele contestano il diritto dell’IRAN di dotarsi di energia e di armi nucleari. Con quale diritto, dal momento che gli USA posseggono un enorme arsenale bellico nucleare con bombe all’uranio che usano impunemente ? Lo stesso vale per altri Paesi imperialisti, come Israele, che hanno potenti arsenali militari nucleari.
A questo proposito, il servizio della RAI richiama due altri episodi storici poco indagati o ricordati : la aggressione dei mercenari anticastristi alla “baia dei porci”(1961) - respinta in poche ore dal popolo cubano – e la minaccia di guerra nucleare USA (1962)per la dislocazione di missili nucleari sul territorio cubano.
Come se una Nazione – minacciata dal più potente Paese del mondo con armi nucleari – non avesse il diritto sacrosanto di difendersi con le stesse armi del suo potentissimo e gigantesco vicino. Ma da quell’episodio emerge – a mio avviso- tutta l’ambiguità e la doppiezza del revisionista Kruschev che concede lo smantellamento dei missili appena inviati a Cuba , senza interpellare il governo cubano e senza chiedere in cambio alcuna garanzia per la sovranità del Paese, in rapporto all’embargo e al terrorismo USA: perciò entrambi questi misfatti USA sono finora continuati impunemente , mentre l’URSS si è dissolta (anche per responsabilità dello stesso Kruschev) insieme al sostegno sovietico alla rivoluzione cubana.
Come sempre, è la storia che si incarica di smentire i ricatti e le bugie dell’imperialismo- oggi più devastanti che mai – e di riconfermare onore e dignità al governo e al popolo di Cuba. Credo che sia doveroso attribuire a Fidel Castro- alla sua rivoluzione , al suo governo e la suo popolo - il merito delle conquiste popolari realizzate, nonostante tante difficoltà “esterne” : solo un grande rivoluzionario-statista di valore storico ed internazionale poteva realizzarle (altro che “dittatore”!).
Invece l’intervistatore della RAI continuava a chiedere ai cubani – con riferimento alle parole di Fidel processato per la prima rivoluzione fallita- “ Castro sarà assolto dalla storia ? “. C’è forse qualcuno informato che può dubitarne il buona fede ?
Un’ultima riflessione riguarda la TV italiana e la RAI. L’azienda pseudo-pubblica, lottizzata da governo e partiti da decenni, trasmette ancora programmi interessanti e oggettivi (come quello del 21 luglio u.s. dedicato alla letteratura latino-americana) : una residua e preziosa dignità espressiva dentro una valanga di menzogne, di stupidità e di propaganda che ci arriva nelle case quotidianamente.
 
Roma 25 luglio 2011
 
 
 
 

IL DIRITTO A COMUNICARE (DAC) - diritto umano e sociale universale - sancito dall’UNESCO nel 1984, come superamento del principio oligarchico di “libertà d’informazione”, non è ancora riconosciuto e praticato, né a livello mondiale né a livello nazionale.

Eppure è un diritto democratico primario, che la nostra Costituzione contempla nel suo impianto generale ed in articoli specifici (21 e 43).

Diritto primario perchè da esso tutti gli altri derivano, quale che sia il campo di attività considerato. Infatti la comunicazione - come processo interattivo - sta alla base dei processi di conoscenza, formazione ed informazione, individuali e collettivi.

La sovranità popolare - fondamento delle democrazie costituzionali - implica l’esercizio del Diritto a Comunicare. Le tecnologie moderne consentono tale esercizio in modo capillare.

Per contro, la negazione di questo diritto determina un flusso unidirezionale di messaggi che pochi monopolisti ed i loro mediatori “accreditati” selezionano ed inviano a milioni e milioni di persone passive.

I danni che ne derivano - nei vari campi di attività - sono notevoli. (LEGGERE NOTA SOTTO)

 

Nella Grecia di Pericle (V sec.a.C.) Il diritto di parola (isegoria) era il presupposto stesso della Democrazia Ateniese: ogni cittadino poteva esercitarlo nelle assemblee popolari nell’ambito della Costituzione. Perciò una pena sentita era quella della privazione del diritto di parola.

 

NOTA IMPORTANTE:

  • I processi di conoscenza, formazione, informazione di massa si basano sul presupposto che vi sia COMUNICAZIONE interattiva tra le parti interessate: popoli, gruppi e persone. In difetto, subiamo le menzogne, la censura, e la propaganda di pochi furfanti.
  • I processi politici e sindacali presuppongono la comunicazione dei cittadini e dei lavoratori - tra loro e con i loro rappresentanti e leader - nonché con il mondo esterno. In difetto, manca la democrazia politica e sindacale e le lotte operaie e popolari vengono criminalizzate o censurate da una ristretta oligarchia
  • Il consumo equo e cosciente di beni e di servizi implica uno scambio comunicativo tra fornitore e fruitore. Perciò i monopolisti “felloni” bloccano la comunicazione “di ritorno” e praticano solo quella unidirezionale verso l’utente-cliente. Il risultato: truffe, raggiri ed inganni.
  • Tutti i rapporti istituzionali presuppongono un rapporto comunicativo tra cittadini ed Istituzioni. Dove manca, i cittadini sono sudditi vessati e manipolabili.
  • Le leggi ed i rapporti internazionali dovrebbero basarsi su rapporti di comunicazione e di conoscenza tra popoli e Nazioni diverse. Altrimenti si hanno manipolazioni interessate che generano guerre e rancori di vario tipo. E’ quanto stiamo vivendo oggi con lo “scontro tra civiltà”.
  • I nostri rapporti con l’ambiente e le sue risorse sono basate su una corretta valutazione del rapporto persona-ambiente-persona; una valutazione che ci deriva dalla comunicazione-formazione. In difetto, abbiamo distruzione ambientale e spreco dissennato di risorse non rinnovabili.
  • Nei processi giudiziari - se viene negato il diritto di replica o di comunicazione dei giudici - ogni inquisito può fare la vittima e criminalizzare il suo giudice. E’ anche importante attribuire ai cittadini il diritto di parola nei procedimenti giudiziari che li riguardano.

Partiti e sindacati hanno finora ignorato la questione dei Diritti Comunicativi. Solo recentemente Rifondazione Comunista ha annunciato pubblicamente di voler avanzare una proposta di legge sulla comunicazione di massa basata sul Diritto a Comunicare.

 

Segnalazioni


Ciò che sta accadendo in Europa e in Italia è il prodotto del cinismo criminale del capitalismo finanziario internazionale ed europeo.       Per decenni i mass media hanno occultato questo piano disumano costruito con la sovranità monetaria delle banche, con i trattati capestro della UE (sempre taciuti), con i finti tecnici, come Monti in Italia, sostenuto da PDL/PD/UDC. L'inganno mediatico continua con slogan fasulli (salvastati, spread, crescita,ecc.) e teatrini mediatici fuorvianti. Se non conquistiamo nuovi assetti comunicativi, riformando la RAI, saremo ancora vittime di ogni nefandezza del capitalismo :finanziaria, politica, sociale, militare e mediatica.La regia generale è quella dell'imperialismo USA all'assalto del mondo: video illuminante, poco noto, e commento su pickline.
 
Qui su www.pickline.it  e su www.blogtaormina.it trovate proposte innovative  per una alternativa di civiltà, anche mediatica.