Diritto a Comunicare

Contro gli eversori della Costituzione

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 Contro gli eversori della Costituzione
 
Grazie alla battaglia dei grillini e di Sel, gli eversori della nostra Costituzione- PDL/PD- sono stati per ora fermati.Il voto sul DDL costituzionale 813 si sposta a settembre, offrendo  alla società e al popolo italiano tempo per una ferma opposizione di massa.
 
Violando il referendum popolare del 2006, che ha stabilito l'intangibilità della nostra Costituzione antifascista, attualissima e largamente violata dai partiti di governo, gli eversori costituzionali PDL/PD ritornano alla carica con il DDL 813 in discussione alla Camera. L'ostruzionismo dei grillini e di Sel ha impedito il blitz estivo della maggioranza, spostando a settembre il voto parlamentare.
Il colpo di mano degli eversori questa volta è molto più pericoloso e truffaldino perchè mira a scardinare l'art.138 della nostra Costituzione , cioè il "chiavistello della cassaforte ", cioè quello che impedisce ai partiti di governo di bypassare la volontà e la sovranità popolare su manovre riguardanti l' intero impianto costituzionale.
Compromesso alto tra DC e PCI dell'epoca, la nostra Costituzione confligge con il presidenzialismo ; con la truffa elettorale maggioritaria e consociativa ; con la svendita dello Stato e della sovranità politica e monetaria in favore di FMI/BCE/UE; con la rapina dei diritti sociali e sindacali ; con l'intera politica oligarchica, antipopolare ed antisociale dei governissimi di casa nostra.
Non basta inserire in Costituzione il  fattaccio del "fiscal compact": occorre riscrivere la Costituzione in chiave autoritaria e presidenzialista, legittimando il neo-fascismo.
Il silenzio di Napolitano su questa delicatissima materia è un ulteriore elemento di preoccupazione per ogni democratico cosciente , che non può rimanere passivo.
Perciò sottoscrivo e rilancio l'appello in rete del "fatto quotidiano" contro il DDL 813 che prevede una controriforma dei titoli I^,II^,III^ e IV^ della nostra Costituzione.
Un appello che ha già raccolto in poche ore 30.000 firme, tra le quali quelle di Gianni Ferrara, Antonio Ingroia, Raniero La Valle,Antonio Di Pietro, Beppe Giulietti.
Già nel 1991,quando fondammo il "Comitato per la difesa e il rilancio della Costituzione",nel disinteresse di tutti i partiti,  avvertimmo e rintuzzammo con successo i tentativi eversivi dei partiti egemoni di allora.
Tentativi che si sono ripetuti a più riprese, in modo sempre più deciso ed arrogante.
L'aver ignorato per troppi decenni  le piccole e  grandi violazioni costituzionali su temi fondanti della nostra democrazia, ci ha portati alla situazione attuale.
La truffe elettorale maggioritaria, i governissimi, il presidenzialismo imposto a livello regionale e locale, la fine della preclusione antifascista e la criminalizzazione del comunismo, hanno aperto la strada a disegni autoritari bipartisan.
Due  partiti consociativi-PDL/PD- che giocando su sigle in finto conflitto e sulla propaganda mediatica,  hanno raccolto meno del 25% dei voti, pretendono oggi di manipolare a loro comodo la Costituzione italiana, patrimonio e prodotto storico della lotta partigiana di liberazione dal nazifascismo di ieri e di oggi.
Dobbiamo invece sconfiggerli e ripudiarli, rilanciando l'intero impianto costituzionale che va  applicato e sostenuto da un conseguente ordinamento penale e civile, tuttora assente.
Chiediamo a tutti i cittadini italiani, ai responsabili istituzionali di qualsiasi livello, ai siti WEB consenzienti, ai costituzionalisti, ai movimenti e alle associazioni democratiche, di mobilitarsi contro questa nuova infamia costituzionale. Se non sconfitta, essa produrrà effetti fortemente negativi, reazionari, oligarchici e totalitari sulla nostra società e su ogni aspetto delle nostra vita,  individuale e collettiva.
Dobbiamo sapere che i mass-media sosterranno con una campagna di menzogne, di omissioni e di manipolazioni il disegno eversivo PDL/PD. Lo sostiene anche L'Unione europea delle banche e del club Blinderberg, in quanto nemica della nostra sovranità e della nostra democrazia.
 
27 luglio 2013

  

 

IL DIRITTO A COMUNICARE (DAC) - diritto umano e sociale universale - sancito dall’UNESCO nel 1984, come superamento del principio oligarchico di “libertà d’informazione”, non è ancora riconosciuto e praticato, né a livello mondiale né a livello nazionale.

Eppure è un diritto democratico primario, che la nostra Costituzione contempla nel suo impianto generale ed in articoli specifici (21 e 43).

Diritto primario perchè da esso tutti gli altri derivano, quale che sia il campo di attività considerato. Infatti la comunicazione - come processo interattivo - sta alla base dei processi di conoscenza, formazione ed informazione, individuali e collettivi.

La sovranità popolare - fondamento delle democrazie costituzionali - implica l’esercizio del Diritto a Comunicare. Le tecnologie moderne consentono tale esercizio in modo capillare.

Per contro, la negazione di questo diritto determina un flusso unidirezionale di messaggi che pochi monopolisti ed i loro mediatori “accreditati” selezionano ed inviano a milioni e milioni di persone passive.

I danni che ne derivano - nei vari campi di attività - sono notevoli. (LEGGERE NOTA SOTTO)

 

Nella Grecia di Pericle (V sec.a.C.) Il diritto di parola (isegoria) era il presupposto stesso della Democrazia Ateniese: ogni cittadino poteva esercitarlo nelle assemblee popolari nell’ambito della Costituzione. Perciò una pena sentita era quella della privazione del diritto di parola.

 

NOTA IMPORTANTE:

  • I processi di conoscenza, formazione, informazione di massa si basano sul presupposto che vi sia COMUNICAZIONE interattiva tra le parti interessate: popoli, gruppi e persone. In difetto, subiamo le menzogne, la censura, e la propaganda di pochi furfanti.
  • I processi politici e sindacali presuppongono la comunicazione dei cittadini e dei lavoratori - tra loro e con i loro rappresentanti e leader - nonché con il mondo esterno. In difetto, manca la democrazia politica e sindacale e le lotte operaie e popolari vengono criminalizzate o censurate da una ristretta oligarchia
  • Il consumo equo e cosciente di beni e di servizi implica uno scambio comunicativo tra fornitore e fruitore. Perciò i monopolisti “felloni” bloccano la comunicazione “di ritorno” e praticano solo quella unidirezionale verso l’utente-cliente. Il risultato: truffe, raggiri ed inganni.
  • Tutti i rapporti istituzionali presuppongono un rapporto comunicativo tra cittadini ed Istituzioni. Dove manca, i cittadini sono sudditi vessati e manipolabili.
  • Le leggi ed i rapporti internazionali dovrebbero basarsi su rapporti di comunicazione e di conoscenza tra popoli e Nazioni diverse. Altrimenti si hanno manipolazioni interessate che generano guerre e rancori di vario tipo. E’ quanto stiamo vivendo oggi con lo “scontro tra civiltà”.
  • I nostri rapporti con l’ambiente e le sue risorse sono basate su una corretta valutazione del rapporto persona-ambiente-persona; una valutazione che ci deriva dalla comunicazione-formazione. In difetto, abbiamo distruzione ambientale e spreco dissennato di risorse non rinnovabili.
  • Nei processi giudiziari - se viene negato il diritto di replica o di comunicazione dei giudici - ogni inquisito può fare la vittima e criminalizzare il suo giudice. E’ anche importante attribuire ai cittadini il diritto di parola nei procedimenti giudiziari che li riguardano.

Partiti e sindacati hanno finora ignorato la questione dei Diritti Comunicativi. Solo recentemente Rifondazione Comunista ha annunciato pubblicamente di voler avanzare una proposta di legge sulla comunicazione di massa basata sul Diritto a Comunicare.

 

Segnalazioni


Ciò che sta accadendo in Europa e in Italia è il prodotto del cinismo criminale del capitalismo finanziario internazionale ed europeo.       Per decenni i mass media hanno occultato questo piano disumano costruito con la sovranità monetaria delle banche, con i trattati capestro della UE (sempre taciuti), con i finti tecnici, come Monti in Italia, sostenuto da PDL/PD/UDC. L'inganno mediatico continua con slogan fasulli (salvastati, spread, crescita,ecc.) e teatrini mediatici fuorvianti. Se non conquistiamo nuovi assetti comunicativi, riformando la RAI, saremo ancora vittime di ogni nefandezza del capitalismo :finanziaria, politica, sociale, militare e mediatica.La regia generale è quella dell'imperialismo USA all'assalto del mondo: video illuminante, poco noto, e commento su pickline.
 
Qui su www.pickline.it  e su www.blogtaormina.it trovate proposte innovative  per una alternativa di civiltà, anche mediatica.