Medicina naturale : terapie anticancro

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 Le terapie anticancro della medicina naturale
 
La medicina ufficiale e commerciale combatte il cancro con terapie distruttive degli organi colpiti - chirurgia,chemioterapia, radiazioni- che si dimostrano spesso inefficaci e che producono metastasi. Da tempo la medicina naturale suggerisce rimedi “non distruttivi” ( www.mednat.org). E’ necessario ed opportuno conoscere queste terapie, per valutarne attentamente efficacia, affidabilità, conseguenze.Tra queste, le cure anticancro basate sull’uso di bicarbonato di sodio proposte dal dott.Tullio Simoncini.
 
Il cancro è una malattia diffusa che colpisce milioni di persone, spesso, con esiti mortali. La medicina ufficiale e commerciale- pilotata da grandi interessi di multinazionali e da grandi campagne mediatiche – affronta il male con terapie distruttive , spesso “non risolutive”, che producono anche metastasi mortali e danni biologici irreversibili . La medicina naturale contrappone a queste tecniche distruttive– chirurgia demolitiva, chemio e radiazioni- terapie che hanno un diverso approccio, più semplice e naturale come si desume da siti WEB, come : www.mednat.org, www.disinformazione.it, www.curenaturalicancro.org. Ovviamente, ogni approccio “alternativo” va valutato attentamente , perchè le speranze o le illusioni dei malati sono diffuse e strumentalizzabili , a fronte di un male così devastante e mortale.
Una cosa però non va fatta mai : affidarsi ciecamente alla propaganda e agli “assiomi assoluti” della medicina ufficiale e commerciale, per la quale dal “cancro non si può guarire “.  E’ anche intuitivo che voci e  rimedi anche innocui , ma“scomodi” per l’apparato farmaceutico, medico e mediatico internazionale e nazionale vengano criminalizzati, scomunicati e sanzionati con vigore, quale che sia la loro affidabilità. Sarebbe invece necessario ed opportuno che gli approcci “diversi” fossero testati e valutati da organismi scientifici indipendenti –sempre più difficili a trovarsi- nel merito dei loro risultati effettivi.
Non sono medico, nè esperto di malattie o di cancro : ma come persona dotata di sensibilità scientifica e di diffidenza legittima verso la propaganda medica e mediatica dominante, mi interessa far conoscere voci e rimedi “oscurati”, da sottoporre al vaglio critico di ciascuno con responsabilità personale. In questa ricerca- che riguarda anche altri campi di vita e di lavoro- mi è capitato di conoscere la teoria e la terapia del dott. Tullio Simoncini, oncologo, radiato dall’albo dei medici e condannato in primo grado di giudizio. La sua teoria/terapia- basata sull’uso del bicarbonato di sodio- è illustrata nel  testo qui allegato (All.1).
Alcuni medici molto gettonati- come Veronesi- irridono Simoncini e le sue teorie/terapie. Ma ricercatori e medici di varie parti del mondo, stanno dando credito alle sue idee e sperimentano con successo terapie “saline” anticancro contro le colonie di funghi –candida albicans – causa comune di tumori diversi.
La recente “rivalutazione” del Simoncini-pensiero è illustrata in una articolo di Repubblica del sett.2010 (All.2) dal titolo “Simoncini dalle stalle alle stelle”.
Sia pure con grande cautela e scrupolo- sempre necessario – ho recentemente rivolto al dott. Simoncini alcune domande, alle quali ha risposto prontamente, come qui appresso indicato.Ciascuno può trarre le sue conclusioni personali sugli argomenti qui illustrati.
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D :- A quali patologie tumorali si applica o non si applica ?
A tutti i tumori, anche se in quelli poco irrorati (es. ossa piatte) non riesce a dare buoni risultati, per l'eseguità del circolo.
 D: - Quanto dura e quanto costa al paziente?
In genere l'effetto risolutivo lo si può avere entro settimane o anche qualche mese. Il costo dipende da cosa va fatto.
 D:- quali sono le % di successo della sua terapia, con riferimento alla tipologia di cancro e alla storia del malato ?
95% melanomi vescica e collo dell'utero .La % decresce un po' per il seno e retto, poi fegato e prostata ; comunque è sempre molto alta.
D:- il suo protocollo di intervento è "pubblico"?  Può essere seguito o riprodotto da altri ?
 Assolutamente no, è terribilmente contrastato dagli organi ufficiali.
D: - se viene applicato come "prima terapia tumorale"- subito dopo l'accertamento diagnostico- può produrre danni, inibire o compromettere interventi "tradizionali" successivi ( chirurgici, chemioterapici, ecc.) ?  Mai
D:- Le Istituzioni scientifiche e sanitarie , italiane e straniere, hanno mai testato il suo metodo ?
Si veda La Repubblica del 27 settembre 2010
 
All.1 -  Il cancro è una colonia fungina (fungo:  candida albicans)
Lo vado sostenendo ormai da tempo, e continuerò a ripeterlo fino a quando gli stessi utenti, nauseati, mi cacceranno dal sito: qualunque sia l’argomento dibattuto, il problema si riduce sempre alla differenza fra il ragionamento induttivo e quello deduttivo.

Laddove esista una premessa “intoccabile” (il famoso “siccome” del ragionamento deduttivo), i disastri che possono venire a crearsi, nel caso questa si rivelasse errata, sono incommensurabili.

Lo abbiamo constatato mille volte riguardo all’undici settembre, dove coloro che pensano che “gli americani non si farebbero mai una cosa del genere” (premessa intoccabile) sono obbligati ad una conclusione (“quindi le Torri gemelle DEVONO essere cadute da sole”) che stride chiaramente con le dozzine di indizi in senso contrario.

Chi invece procede con il metodo induttivo – libera la mente da preconcetti e parte dai fatti oggettivi, per poi trarre eventualmente le conclusioni - non ha alcun problema a vedere i molteplici sintomi dell’autoattentato.

Ora sta accadendo la stessa cosa con il Dott. Simoncini e con la sua proposta per la cura del cancro. Chi è libero da preconcetti guarda le interviste dei pazienti guariti (parte cioè dai fatti concreti) e conclude che, come minimo, Simoncini abbia messo il dito su qualcosa di molto importante. Chi invece è troppo condizionato dal fatto che “il cancro è una malattia inguaribile” (premessa intoccabile), è obbligato a concludere che Simoncini stia sbagliando, che si tratti di “miracoli” di altro tipo, oppure che si tratti di un ciarlatano qualunque.

Tale è la potenza dell’informazione di massa, e delle cosiddette “verità assodate”: sin da piccoli sentiamo dire che “il cancro è una malattia incurabile”, e capovolgere questo concetto diventa ora difficile per chiunque.


Se però ci liberiamo dal preconcetto, e partiamo dai fatti concreti, ...

... abbiamo che: 


1 - Le terapie ufficiali non curano quasi mai il cancro, e servono al massimo a “prolungare la vita” del paziente, ad un costo (umano) peraltro molto discutibile: severe mutilazioni del corpo, sostanziali limitazioni nelle attività quotidiane, degrado fisico spesso umiliante e demoralizzante. E la fine è quasi sempre la stessa per tutti.


2 - Ogni anno muoiono di cancro circa 9 milioni di persone, mentre il numero dei “guariti” dalle terapie ufficiali è decisamente esiguo al confronto. Proprio perchè le terapie ufficiali sono un fallimento innegabile, diventa legittimo suggerire che la ricerca abbia puntato, fino ad oggi, nella direzione sbagliata.


3 - Di fatto, a tutt’oggi non esiste una teoria ufficiale sulla causa del cancro. Nonostante questo, la medicina ufficiale si arroga il diritto di rifiutare a priori qualunque proposta che contrasti con il “credo ufficiale”, secondo il quale la causa del cancro sarebbe di natura genetico-molecolare. (Oppure “finge” di metterle alla prova, con procedure chiaramente incorrette, per poi dire che “non funzionano”. Vedasi ad esempio il caso Di Bella).


Ma quando capita di:

- parlare con un signore al quale nel 1983 fa diedero 7 mesi di vita per un tumore al polmone, e oggi vive tranquillo e felice, dopo essersi curato con il bicarbonato;


- parlare con una signora alla quale stavano per rimuovere l’utero dopo 3 operazioni fallite, a causa di polipi recidivi, e scopri che si è completamente curata con il bicarbonato di sodio;


- parlare con una ragazza che aveva già perso l’uso di metà del proprio corpo, e stava per soccombere ad un cancro al cervello, quando è riuscita a liberarsene con il bicarbonato di sodio;


- parlare con un signore con cancro alla vescica, e scopri che lo ha completamente curato con il bicarbonato di sodio;


- parlare con un signore che aveva un melanoma sul collo, e lo ha curato con la tintura di iodio;


- parlare con una signora che aveva un basalioma sul petto, e lo ha curato nello stesso modo;

- parlare con un signore che aveva melanomi e basaliomi sul cranio, e li ha curati nello stesso modo;

- eccetera eccetera (la lista di testimonianze positive è molto più ampia di quella indicata)

diventa legittimo sostenere che non siamo di fronte a dei casi di “remissione spontanea”, ma a qualcosa di preciso e costante, che meriterebbe tutte le attenzioni di questo mondo. (Aggiungo, se servisse, che io stesso ho appena finito di curare mia madre da un basalioma sulla schiena, che è completamente scomparso dopo le stesse applicazioni di tintura di iodio).


Sia chiaro, non tutte le persone che provano il metodo Simoncini guariscono, e il Dott. Simoncini è il primo a ricordarlo: troppo spesso i pazienti arrivano da lui quando ormai la medicina ufficiale ha finito il suo percorso, il corpo è ormai invaso da metastasi, e il sistema immunitario è ridotto ad uno straccio. Mandati a casa a morire, si buttano disperati in Internet, ed accorrono da Simoncini sperando nel miracolo all’ultimo minuto. (Di questo tipo di episodi si approfittano vigliaccamente i nemici di Simoncini, accusandolo di essere stato lui il responsabile della loro morte).
Se però si ascoltano con attenzione le varie testimonianze presentate nel video, si noterà come tutti i casi di successo siano iniziati proprio con il rifiuto – spesso istintivo, e solo più tardi razionalizzato – del paziente a sottomettersi al ciclo letale chirurgia-radio-chemioterapia.


La “teoria Simoncini”

Di fronte a queste guarigioni “impossibili” (secondo la medicina ufficiale) il processo induttivo richiede, se possibile, di formulare una teoria che sia in grado di spiegarle. Ed è qui che la “teoria Simoncini” ci appare in tutta la sua straordinaria semplicità: il cancro, dice Simoncini, è causato dall’aggressione di un fungo (micro-organismo) chiamato Candida Albicans, che obbliga il nostro corpo ad una reazione di tipo fisico, la neoplasia. Quello che noi chiamiamo “tumore”, o “massa”, è la somma della colonia fungina e della reazione dell’organismo, nella quale il secondo cerca di costruire una barriera per respingere l’attacco della prima.

Cresce quindi la colonia per aggregazione, e cresce la neoplasia come tentativo di difesa. Il tutto ci appare, in forma indistinta, come il “tumore”.

Tagliando si facilita quindi la fuga del fungo, che entra nel flusso sanguigno e va ad annidarsi altrove, creando le premesse per future metastasi.

La cosa curiosa è che la presenza della Candida, nei pazienti morti di cancro, è confermata da tutti gli oncologi del mondo, senza eccezione o dubbio alcuno. L’unica differenza fra l’oncologia ufficiale e Simoncini è che la prima sostiene che la presenza del fungo sia una conseguenza del cancro, mentre Simoncini sostiene che ne sia la causa.

La sua eresia è tutta qui.


Può capitare a tutti, dice Simoncini, di avere nel corpo la presenza della Candida, ma normalmente il sistema immunitario riesce a liberarsene, e le impedisce di formare colonie permanenti. In casi particolari invece - scarse difese immunitarie, componenti di tipo psico-somatico, altro... – la Candida riesce ad annidarsi in qualche organo e costruisce una colonia che diventa inespugnabile per il sistema immunitario. A quel punto la parte interessata del corpo reagisce direttamente, creando una specie di barriera, che noi chiamiamo “neoplasia”.
(Un pò come quando ci pungiamo con un riccio, al mare: se l’ago rimane conficcato nel dito, questo si gonfia immediatamente, cercando di creare una barriera fra il corpo estraneo e il resto dell’organismo).

A noi il “tumore” appare come una “crescita abnorme“, mentre in realtà sarebbe solo una difesa disperata – ma perfettamente logica e comprensibile - dell’organismo contro l’invasione della colonia fungina. (Questo spiegherebbe anche perchè tutti i tumori hanno una forma diversa, pur avendo la stessa origine).

A questo punto l’utilizzo del bicarbonato di sodio non è affatto una “stupidaggine“ o una “follia“ da ciarlatano, ma diventa la conseguenza obbligata di un ragionamento molto preciso: se è vero che l’aggressione è causata dal fungo, è altrettanto vero che, in natura, i sali siano i peggiori nemici dei funghi. Ecco quindi che il bicarbonato di sodio diventa la soluzione più logica ed efficace per combattere la Candida. 

Forse non a caso un passaggio dei sacri Veda

, che risale a circa 5.000 anni fa, diceva: “curerete i tumori con gli alcali”.

Lo stesso ragionamento, secondo Simoncini, si applica per la psoriasi e per i tumori della pelle, che sarebbero causati dal medesimo fungo, e vengono combattuti con la tintura di iodio, un nemico dei funghi ancora più potente del bicarbonato.

La cosa appare di una semplicità disarmante, ma resta il fatto che la grande “eresia” di Tullio Simoncini stia tutta qui.

Il resto è solo un castello di barriere mentali difficili da distruggere o aggirare, perchè sostenute dalla premessa, apparentemente intoccabile, che il cancro sia una “malattia inguaribile”.

A tutto questo aggiungiamo un fatto ben difficile da sottovalutare a questo punto: oggi vi sono più persone al mondo che vivono di cancro di quante ne muoiano di cancro. 

A ciascuno trarre le sue conclusioni.

(Massimo Mazzucco ).
  Roma, febbraio 2011

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All.2 –  Repubblica del 27 settembre 2010
Paolo Diodati : Tullio Simoncini, dalle stalle alle stelle- un grande in ogni caso
(Fonte: www.tellusfolio.it 26 Novembre 2010)
Sunto : La medicina ufficiale conferma gli effetti benefici del bicarbonato di sodio contro alcuni tipi di tumore. Sono ufficialmente in corso su scala mondiale varie sperimentazioni, tutte basate sulla somministrazione di sostanze alcaline, per combattere l’acidità che, è dimostrato, favorisce lo sviluppo del tumore e delle metastasi. In nessuno degli articoli scientifici consultati, né in alcuna intervista rilasciata, si pronuncia il nome dell’oncologo romano, dr Tullio Simoncini , pioniere di tali cure e martirizzato, criminalizzato, ridicolizzato con un’espressione dispregiativa, ora vero boomerang per la medicina ufficiale: “Quello del bicarbonato di sodio”.
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Negli ultimi giorni del settembre scorso, il dr. Stefano Fais, del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità, durante il Primo Simposio Internazionale, ha annunciato che sono in corso cinque sperimentazioni su cui punta l’International Society for Proton Dynamics in Cancer (ISPDC) come nuove strategie antitumorali. «Lo scopo», ha spiegato il dr Fais, «è quello di colpire soltanto gli obiettivi molecolari che causano il tumore, per evitare gli effetti collaterali frequenti nelle terapie tradizionali, utilizzando inibitori della pompa protonica per impedire la crescita della massa tumorale». Traducendo in termini più accessibili, si tenterà di sconfiggere il tumore eliminando l’acidità dell’organismo, in particolare della parte aggredita dal tumore, in quanto è stato provato che rendendo basico l’ambiente dove il male si sta sviluppando, usando quindi per esempio il bicarbonato di sodio, vengono inibite le metastasi.
Sono cinque le sperimentazioni cliniche che vorrebbero essere in futuro un’alternativa alla chemioterapia.
Le speranze si basano sull’evidenza che l’acidità è una caratteristica del microambiente tumorale tanto che le cellule normali muoiono a livelli di acidità in cui normalmente cresce il tumore. Queste condizioni di iperacidità si creano progressivamente con la crescita del tumore, con un iniziale accumulo di acido lattico, dovuto al metabolismo tumorale. La successiva selezione di cellule che resistono all’incremento dell’acidità provoca un iperfunzionamento delle pompe protoniche (una pompa protonica è una proteina capace di spostare protoni attraverso la membrana di una cellula, o altri compartimenti sub-cellulari, influendo sull’acidità locale). Il bicarbonato di sodio agirebbe quindi da inibitore della pompa protonica (gli inibitori della pompa protonica, molto noti quelli usati contro l’acidità dei succhi gastrici). In conclusione, inibendo il funzionamento delle pompe protoniche, si inibisce lo sviluppo del tumore.
«I risultati sono estremamente incoraggianti» conclude Fais, «ma devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti».
Le sperimentazioni sono attuate a Milano (Istituto dei Tumori), Siena (Università), Bologna (Gruppo italiano dei sarcomi), Shangai (Fudan University). A Tokyo il prof. Kusuzaki, del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Edobashi, usa l’arancio di acridina per combattere i sarcomi. Le molecole d’arancio di acridina si concentrano negli organuli acidi e, in seguito a uno stimolo elettromagnetico (raggi X) si trasformano in un composto altamente tossico (alcalino) per le cellule tumorali, e innocuo per i tessuti normali.  Infine il professor Robert Gatenby, del Dipartimento di oncologia integrata al Cancer Center di Tampa (Florida), somministra il bicarbonato di sodio anche per bocca.
Tutte queste terapie, insistiamo nel ricordarlo, sono basate sull’uso di farmaci che combattono l’acidità tumorale inibendo i meccanismi che la causano (inibitori di pompa protonica) o semplicemente aumentando il pH (mediante somministrazione di bicarbonato di sodio) o cambiando il loro stato una volta concentrati all’interno dei tumori (arancio di acridina). Queste, ed altre informazioni, sono riportate nel sito dell’Istituto Superiore di Sanità: www.iss.it/…
Controllando la letteratura scientifica al riguardo si trovano lavori molto interessanti, come per esempio, “Bicarbonate Increases Tumor pH and Inhibits spoantaneous Metastases” (Il bicarbonato aumenta il pH e inibisce le metastasi spontanee, Cancer Res 2009; 69. March 15, 2009).Rivista prestigiosa, lavoro firmato da 11 autori appartenenti alle Università della Arizona, del Michigan e del già ricordato Centro di Tampa, in Florida. Il lavoro riporta 46 citazioni di lavori usciti negli ultimi 10 anni, a dimostrazione dell’attualità e dell’importanza dell’argomento. Della lotta all’acidità, se ne è occupata anche Nature, una delle più autorevoli pubblicazioni scientifiche.
L’efficacia del bicarbonato di sodio nella lotta a certe forme tumorali sembra quindi accertata. «La svolta» incalza Stefano Fais «ci sarà quando avremo l’approvazione di uno studio clinico in cui poter usare solo gli inibitori della pompa protonica, senza abbinamento alla chemioterapia. Così dimostreremo la loro efficacia e la possibilità di usarli come alternativa alla chemioterapia. Già ora, comunque, i risultati sono molto incoraggianti perché questi farmaci, associati ai chemioterapici, hanno migliorato la risposta del paziente alla terapia.  Proprio oggi (26/11/10) ho saputo da un collega fisico che i medici dell’Ospedale Silvestrini di Perugia, hanno prescritto “beveroni” di bicarbonato di sodio a sua moglie, operata per tumore alla vescica,
ancora prima di iniziare la chemioterapia. Ciò dimostra che le idee di Simoncini (pardon!... della medicina ufficiale…) hanno sfondato anche in ambienti non inseriti nella sperimentazione riferita da Fais.
.... (omissis) ....
 Conclusione
 Appena ho letto le dichiarazioni di Fais sulla sperimentazione in corso, ho scritto e firmato un intervento inviandolo ad alcuni siti di medicina ufficiale in cui continuano a sparare a zero sulla sua cura,sostenendo, (udite, udite…) che la sperimentazione di cui ha parlato Fais non ha nulla a che vedere con “la cura del bicarbonato dell’ex-medico Simoncini”. Il mio intervento, molto democraticamente, è stato cestinato. Ripeto qui, dopo tanta premessa, il concetto ritenuto “indicibile” da medici che pubblicano solo invettive e insulti contro il medico del bicarbonato di sodio. Il caso o l’intelligenza, hanno voluto che il Dr. Tullio Simoncini, oncologo, debba essere considerato un grande. Perché le possibilità, per spiegare il suo uso del bicarbonato di sodio, con anni di anticipo sulla medicina ufficiale, sono due e solo due.
Essendo ormai ufficialmente riconosciuto che il ridicolizzato bicarbonato di sodio inibisce le metastasi, Simoncini sarebbe un grande, da record imbattibile, per il “fattore C”, se il suo uso del bicarbonato fosse dovuto solo a pura fortuna. Tra milioni di possibili sostanze, avrebbe, per caso, centrato quella giusta.
Ma sarebbe ancor più un grande se, in seguito a osservazioni pertinenti e logicamente valide, avesse avuto un’intuizione geniale, alla Fleming, confermata immediatamente da riscontri che, ne sono convinto, abbia avuto. Una delle morali di questa vicenda è che alla medicina ufficiale, alle case farmaceutiche, sembra interessare poco la verità di come stiano le cose e la semplicità del metodo. Magari se Simoncini avesse proposto un rimedio costosissimo, da brevettare, le case farmaceutiche, interessate all’affare, avrebbero appoggiato e difeso “lo scienziato”. Ma quanto potrebbero guadagnare le case farmaceutiche con un metodo basato sull’uso del bicarbonato di sodio ? Approfittando della criminalizzazione dello scopritore dell’efficacia del bicarbonato, tra parecchi ricercatori, ora c’è in atto una corsa, per passare alla storia come scopritore degli effetti benefici del bicarbonato di sodio.
Non mi risulta che qualcuno di loro abbia citato il famigerato, decennale uso del bicarbonato di sodio, ridicolizzato e demonizzato in Italia. Probabilmente uno dei ricercatori (Gatenby ?) riceverà gli onori e gli allori per la scoperta dell’efficacia del bicarbonato di sodio. Con buona pace di Simoncini-Fleming-Meucci? Speriamo di no. Conservo le risposte del professor Umberto Veronesi alle mie domande circa il suo disinteresse per l’ipertermia e per il problema dell’acidità come fattore che favorisce la proliferazione di tanti tumori. La teoria ufficiale sostiene (sosteneva?) in base alla risposta di Veronesi, che Simoncini scambia la causa con l’effetto. È il tumore, sostiene col coro degli altri, che acidifica l’ambiente. Non è vero che anche solo alcuni tumori si sviluppino perché l’ambiente è acido. E alcalinizzare l’ambiente, rispose Veronesi, non serve assolutamente a nulla. Ho chiesto a colleghi medici se mi segnalano un lavoro scientifico in cui Veronesi abbia scritto un’affermazione simile. Se mi sarà segnalato, proporrò Umberto Veronesi per l’Asino d’oro 2010.
 
Roma 7 marzo 2011
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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