Le conseguenze di un referendum confederale truccato e ri-truccato

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truffebis1007

 

 

I vertici confederali danno . ..i numeri. E tuttavia l’imbroglio programmato - gestito a senso unico e senza garanzie sui voti e sui risultati- sta trovando difficoltà crescenti di credibilità e di validità. Valuteremo

 

i risultati, pur sapendo che la conta dei voti sta nelle mani di chi vuole il SI a tutti i costi.

 

Nel ribadire quanto ho affermato in un  precedente testo - “Truffe,truffe e …ambiguità”- aggiungo qui altri elementi di denuncia, per ragionare poi sulle conseguenze di questo “referendum” truccato.

 

 

I grandi mass-media  dicono ora che questo è il referendum sullo “welfare”: se così fosse gli interessati sarebbero tutti i cittadini italiani, in particolare lavoratori, pensionati, studenti, casalinghe,ecc. In realtà esso riguarda  i diritti e le condizioni di lavoro : quindi specificatamente tutti i lavoratori italiani.

 

Come è noto, solo una parte di essi è rappresentata da CGIL-CISL-UIL. Una parte consistente appartiene ad altri sindacati oppure è autorganizzata : questi sindacati hanno già espresso il loro NO con nettezza.

 

Ma anche i lavoratori consultati da CGIL-CISL-UIL- nonostante tutti i trucchi della consultazione , la disinformazione pilotata e l’egemonia d ‘apparato – hanno detto un NO molto significativo.

 

Alla FIAT Mirafiori il NO supera l’80% . Il NO vince anche nelle grandi fabbriche. Come si spiega allora che i vertici confederali diano al SI  l’ 82 %  dei voti ? Come può esservi un ribaltamento di questo tipo ?

 

La spiegazione sta nel fatto che i confederali- con la scusa di far votare pensionati e disoccupati-  hanno messo tavoli elettorali fuori dalle aziende e dal controllo minimo dei lavoratori : in  questi hanno fatto votare ,  anche in modo scorretto, persone  non identificate.

 

Marco Rizzo ( deputato PdCI ) ed il suo partito hanno documentato specifici illeciti elettorali.

 

Cremaschi nella sua conferenza –stampa ha raccolto e documentato 42 casi di brogli più o meno gravi, avvenuti  in questi “seggi “ territoriali, chiedendo che il risultato di questi seggi sia distinto da quello delle aziende e che sia comunicato solo dopo un adeguata verifica elettorale. E’ una richiesta sacrosanta.

 

Chi ha votato in questi seggi ? Quali documenti ha prodotto ? Quante volte ha votato ? Chi o cosa garantisce  il computo corretto dell’operazione,  almeno di questi voti non certificati ?

 

Saltando su tutto questo pasticcio, Prodi ed il suo governo dichiarano con baldanza che il protocollo non si tocca – semmai andrebbe ritoccato in peggio- visti i risultati diffusi dai promotori (CGIL-CISL-UIL).

 

In questo modo la burla confederale  pianificata realizza il suo scopo : imporre, con un consenso virtuale e distorto, le ricette  padronali e dei partiti maggiori (di destra  e di centro-sinistra). In sostanza, “referendum “ come questi li vincono i vertici che li organizzano, in combutta con i  grandi mass-media. Anche al sindacato confederale – grazie al sostegno dei media  e della confindustria - riesce ormai il gioco elettorale che i partiti ben conoscono : ribaltare la volontà popolare nel rapporto eletti -elettori. Perciò il Parlamento italiano sostiene – con più del 95% dei suoi membri- una guerra che il 70% dei cittadini non vuole.

 

Nella realtà,  ai NO dei votanti in questo referendum CGIL-CISL-UIL andrebbero sommati quelli dei lavoratori  autorganizzati  e degli aderenti ai sindacati extraconfederali. Se si facesse così, i trucchi dell’apparato confederale salterebbero ed il NO dei lavoratori emergerebbe senza equivoci.

 

Alla luce di questo grande imbroglio anticostituzionale- spacciato per democrazia sindacale – i partiti della sinistra, la FIOM, i sindacati di base , i lavoratori, i pensionati ed i disoccupati, debbono trarne tutte le conseguenze. Possono i partiti coprire ancora questo governo e  questa confederazione Cgil-Cisl-UIL ?

 

E i sindacati extraconfederali  attueranno lo sciopero nazionale contro il protocollo- bidone ?

 

La prossima manifestazione del 20 ottobre a Roma, deve – a mio avviso- sommare la denuncia contro il monopolio sindacale confederale e contro il protocollo alle altre denunce programmate.

 

Occorre anche rivendicare che l’istituto del referendum (legge 300/70) sia finalmente disciplinato da norme di garanzia, in modo che la volontà dei lavoratori non  venga “distorta” da trucchi d’apparato. Esso va gestito sotto il diretto controllo degli interessati, con peso paritario per le due opzioni (SI/NO).

 

E’ inaccettabile che gli accordi siano firmati solo da sigle “accreditate” dalle controparti .Accade rispetto al governo, ma anche in molte aziende pubbliche e private. Il governo deve capire che siglare accordi con “sindacati di comodo”(art. 17 legge 300/70) è illegale e perdente, perché l’opposizione reale dei lavoratori in carne ed ossa crescerà inevitabilmente , in tutte le sedi possibili.

 

 

 

Roma 11 ottobre 2007

 

 

Segnalazioni


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