Il proletariato per uscire dalla crisi

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La soluzione della crisi sta nell’intervento decisivo del proletariato

 
La crisi del governo di Letta-Alfano, imposto da Napolitano con la benedizione di UE-BCE-FMI e Vaticano, precipita nello sfacelo del capitalismo italiano.
Il delinquente Berlusconi si è aggrappato all’aumento dell’IVA e ha ritirato i suoi ministri per dare il colpo di grazia al governo di “larghe intese”. Una mossa obbligata per cercare di salvare il suo impero economico dopo la decisione di far decadere i parlamentari PdL e l’ultimatum di Letta. Una mossa che mira a rendere più aggressivo il blocco reazionario.
Il PD pensa di raccogliere consensi e ricompattarsi in questa situazione, dopo aver tradito la volontà popolare, formato una maggioranza e un governo illegittimo col piduista di Arcore, cercato di scardinare la Costituzione e accettato i diktat della Troika. Ma non potrà rifarsi una verginità sul fallimento di questa politica.
Grillo e Casaleggio spargono illusioni elettoraliste per guadagnare altri seggi e portare avanti il loro programma liberal-populista. Sono la carta di riserva dei capitalisti di Cernobbio. La crisi che si apre sul terreno della recessione e della devastazione economica non è solo politica, ma istituzionale, di egemonia della borghesia.
E’ la crisi di un sistema agonizzante, in cui i governi non sono più espressione del voto popolare e il presidente della Repubblica si trasforma in un monarca a vita, che si regge su partiti in decomposizione e leggi elettorali truffa, in cui il Parlamento è una pentola turbolenta, privato di ogni potere, e la sovranità nazionale viene sostanzialmente azzerata su materie fondamentali a causa degli eurotrattati.
Ora Napolitano in nome della “responsabilità” e per salvare l’ordine borghese cercherà di formare un nuovo governo retto su maggioranze purchessia. I “poteri forti” puntano a tirare avanti, approvare la legge di stabilità e mandare su un altro governo antipopolare per salvare profitti, privilegi e rendite.
Vi saranno pressioni e manovre per rafforzare il dominio del capitale finanziario, favorire soluzioni ai danni del proletariato e delle masse popolari, proseguendo il saccheggio sociale.
Si apre una partita in cui sarà decisivo il ruolo della classe operaia, che non deve lasciarsi paralizzare dal riformismo e dagli opportunisti, né farsi ingannare dai populisti, ma dar vita a un largo movimento di lotta per rispondere colpo su colpo alle forze capitalistiche e reazionarie, spostare i rapporti di forza in senso rivoluzionario, mettendosi alla testa del fronte di tutti gli oppressi e gli sfruttati per far pagare la crisi a chi l’ha causata: i capitalisti, i ricchi, i parassiti.
La situazione richiede la ripresa immediata e decisa dell’azione di classe. E’ importante partecipare in massa a manifestazioni e scioperi in programma ad ottobre, per sbarrare la strada a soluzioni oligarchiche ed esigere con l’unità popolare la fine della politica di austerità e di guerra, un cambiamento profondo e radicale.
E’ ora di costruire Consigli e Comitati operai e popolari come ampi organismi di lotta contro il capitalismo e di difesa degli interessi e delle libertà della classe operaia e degli altri strati sociali colpiti dalla borghesia, in radicale alternativa al parlamentarismo borghese.
La borghesia ha esaurito da tempo la sua funzione e non può farci uscire dalla crisi. Può solo aggravare la miseria, ampliare la devastazione economica e sociale, liquidare le libertà democratiche. Bisogna farla finita con la dittatura dei monopoli. La classe operaia deve avanzare con la lotta la sua alternativa di potere.
Ci vuole un Governo operaio, che emerga dalla lotta delle masse sfruttate e oppresse, organizzata fuori da Montecitorio, per fare gli interessi vitali del proletariato, dei lavoratori della città e della campagna, che non s’inchini davanti ai “sacri” principi del capitalismo, ma sia deciso a sbaragliare la borghesia e le forze reazionarie, a rompere con le catene e i vincoli dell’UE, dell’euro, della Nato.
Per avanzare su questa strada è indispensabile un forte Partito comunista, che guidi le masse nella lotta e nell’azione. Un Partito rivoluzionario del proletariato che va costruito con l’unità dei sinceri comunisti e degli elementi migliori del proletariato sulla base del marxismo-leninismo e dell’internazionalismo proletario.
La riscossa di classe si misurerà con i progressi su questi fondamentali terreni di lotta e di organizzazione !
 
30 settembre 2013                                  Piattaforma Comunista

  

 

Segnalazioni


Ciò che sta accadendo in Europa e in Italia è il prodotto del cinismo criminale del capitalismo finanziario internazionale ed europeo.       Per decenni i mass media hanno occultato questo piano disumano costruito con la sovranità monetaria delle banche, con i trattati capestro della UE (sempre taciuti), con i finti tecnici, come Monti in Italia, sostenuto da PDL/PD/UDC. L'inganno mediatico continua con slogan fasulli (salvastati, spread, crescita,ecc.) e teatrini mediatici fuorvianti. Se non conquistiamo nuovi assetti comunicativi, riformando la RAI, saremo ancora vittime di ogni nefandezza del capitalismo :finanziaria, politica, sociale, militare e mediatica.La regia generale è quella dell'imperialismo USA all'assalto del mondo: video illuminante, poco noto, e commento su pickline.
 
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