Dirigenti RAI : assistenza integrativa

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Dirigenti RAI –assistenza sanitaria integrativa
Ai dirigenti RAI , in pensione ed in servizio, viene presentata una ipotesi di assistenza sanitaria integrativa, denominata FASI che conta circa 300.000 iscritti. L’attuale “fondo di assistenza sanitaria integrativa RAI e società controllate “(FASDIR) conta solo  1041 iscritti .Quali sono le motivazioni  reali del passaggio al FASI,dal momento che il FASDIR funziona bene , è in attivo, costa poco e copre abbastanza ? Per valutare in modo comparato l’ipotesi FASI serve un metodo di analisi ed una serie di dati, non emersi nella assemblea di presentazione del 11-1-2012. Ecco dunque un mio contributo personale al dibattito.
 
Una premessa generale doverosa : il moltiplicarsi delle assistenze sanitarie integrative comporta una spinta crescente verso la sanità privata, a tutto svantaggio di quella pubblica. Un fenomeno negativo e montante che penalizza la sanità pubblica, portando acqua ai molti privatizzatori interessati al grande business della assistenza sanitaria integrativa. A  parità di prestazioni sanitarie i privati praticano tariffe pesantemente superiori a quelle pubbliche, penalizzando i malati e tutti i cittadini. Le stesse strutture private si conven- zionano con i fondi di assistenza integrativa con tariffe concordate che poi non rispettano in pratica, maggiorandole unilateralmente.
a)- la situazione attuale  (FASDIR e ASSIDAI)
L’iscrizione al FASDIR e ASSIDAI  viene sostenuta dalla RAI per i dirigenti in servizio.
La RAI mette circa 4120 euro/anno per ciascuno dei 261 dirigenti iscritti al FASDIR (altri 34 sono delle consociate). Più altri 1200 euro/anno per ogni dirigente in servizio iscritto ASSIDAI. A ciascun dirigente pensionato , iscritto FASDIR, la RAI assegna un contributo di 1550 euro/anno : nessun contributo ai dirigenti-pensionati iscritti all’ASSIDAI. L’iscrizione al FASDIR (facoltativa) costa oggi 500 euro/anno ai dirigenti in pensione nati dopo il 1923. Questa impostazione è retta da una logica aziendale solidale  e generazionale, tra dirigenti in servizio e in pensione di una stessa azienda, formalmente pubblica.  E’ la RAI che sostiene i costi maggiori della assistenza integrativa dei suoi dirigenti, in servizio o in pensione, per accordo tra le parti. Oggi il FASDIR è la 1^ integrazione, l’ASSIDAI (facoltativa) la 2^ .
Con questa quota annua tutti i dirigenti iscritti hanno rimborsi indiretti- secondo un tariffario definito – per una serie di prestazioni sanitarie . La ripartizione % dei rimborsi  è la seguente: visite specialistiche (24% del totale); prestazioni chirurgiche (15% ); cure dentarie ed ortodontiche (13%); protesi dentarie (13%); degenze (12%); analisi e prestazioni ambulatoriali (10%); altre terapie (13 %).  I rimborsi effettuati in totale (2010) hanno coperto quasi il 65%  del totale documentato. Inoltre- come previsto per legge- le spese sanitarie sostenute sono detraibili dalle imposte IRPEF(19%), per cui la copertura  è abbastanza elevata (84 % circa).
Una copertura maggiore sarebbe possibile ove si adottassero misure opportune : pagamento di una quota annua per i dirigenti in servizio (295/746) ; aumento della quota annua per coniuge (oggi 300 euro) e/o per figlio a carico fino al 28^ anno di età (200 euro); controllo delle tariffe mediche (sempre superiori alle tariffe concordate con il FASDIR); incentivazione per chi utilizza strutture pubbliche invece che strutture private convenzionate; franchigia o superquota per chi utilizza prestazioni private molto onerose (degenze ospedaliere, interventi chirurgici pesanti, ecc.).FASDIR ha oggi una riserva attiva di bilancio di circa 1,4 ml di euro. Inoltre – in casi particolarmente gravosi - offre agli iscritti rimborsi “discrezionali” più elevati di quelli previsti dal tariffario. La sig.ra Rita Bandiera- molto gentile ed efficiente- regge operativamente la struttura con grande profes- sionalità. Tutti i soci si dichiarano soddisfatti per l’attuale gestione FASDIR , nonostante siano solo due le persone addette. La RAI potrebbe anche aumentarne l’organico di almeno una unità, mentre licenzia o dichiara esuberi di personale in molti altri settori aziendali.
In conclusione, l’attuale gestione FASDIR è molto soddisfacente per i soci e per il bilancio. La copertura attuale potrebbe essere ancora migliorata con alcune delle misure indicate sopra.
Tutti i dirigenti RAI in servizio – oltre che al FASDIR- sono iscritti anche all’ASSIDAI. Solo un terzo dei dirigenti in pensione (250 su 740) sono iscritti alla ASSIDAI (2^ integrazione) : ciò conferma che la copertura del solo FASDIR è accettabile almeno per i 2/3 degli iscritti. Gli iscritti ASSIDAI dirigenti- pensionati pagano una quota di 1260 euro/anno , o di 600 euro/anno per la copertura delle sole degenze ospedaliere). La doppia integrazione assicura  una copertura di almeno 90-95% per ogni tipo di prestazione, senza contare il rimborso fiscale (19%) che può addirittura comportare introiti per gli iscritti FASDIR+ASSIDAI.
b)- l’ipotesi FASI ( www.fasi.it).
Alcuni dirigenti RAI vedono con favore un passaggio alla FASI , motivando che “grande è più sicuro”; “che un matrimonio FASI+FASDIR  sarebbe più proficuo” ; che “il FASDIR potrebbe sparire o trovarsi in difficoltà  ”; “ che non copre prestazioni sanitarie onerose”... La proposta implica una decisione collettiva cogente  : il FASI  diventerebbe  il primo strumento di tutela sanitaria integrativa; il FASDIR il 2^ strumento integrativo (facoltativo). In realtà la scelta sanitaria non è collettiva, ma individuale e familiare : dipende da una serie di fattori soggettivi molto diversi da caso a caso. Serve inoltre un confronto di merito – articolato ed approfondito- tra la realtà (attuale) e l’ipotesi futura  FASI + FASDIR. : cioè costi , prestazioni, coperture, ecc. Questi dati non sono stati forniti dalla assemblea FASI convocata in RAI/Mazzini il giorno 11-1-2012 .
Anche i costi e le prestazioni del FASDIR ed ASSIDAI non sono state forniti nel corso dell’assemblea. Le quote annue di iscrizione al FASI sono fisse o variabili ? Quanto costano all’anno ?L’iscrizione prevede sia un rimborso diretto (si paga la differenza tra il costo della prestazione e la tariffa FASI), che indiretto.
E la RAI quali contributi offrirebbe ai dirigenti in servizio o pensionati, in caso di iscrizione alla FASI ?
I promotori – FASI ed ADRAI - prevedono un referendum tra i dirigenti RAI : la maggioranza deciderebbe per tutti, annullando la situazione attuale , anche a livello individuale. Questa impostazione è discutibile : oggi un dirigente RAI può scegliere la sola iscrizione FASDIR  (a costo minimo) o la doppia iscrizione FASDIR-ASSIDAI ; domani dovrà accettare la  FASI+FASDIR più onerosa (essendo inadeguata la copertura della sola FASI). Allora perchè non lasciare ai singoli la libertà di poter scegliere la 1^ e/o la 2^ forma di integrazione. Un FASDIR (migliorato) potrebbe rimanere come unica forma assicurativaQuindi una scelta individuale, anche modificabile nel tempo, in rapporto ad esigenze personali o familiari. Solo se e quando il FASDIR finirà di esistere, si porrà il problema di passare ad altre soluzioni assicurative.
Comunque ,alla luce delle indicazioni emerse finora – generiche ed incomplete- non è possibile fare un confronto tra le soluzioni  a confronto: servono dati, cifre e raffronti per ora inesistenti. Nè i singoli dirigenti possono fare un lavoro del genere : sono i responsabili di queste tre strutture che possono fornire dati di confronto oggettivi , come presupposto di ogni decisione singola o collettiva. Ma quale che sia la scelta finale, mi sembra evidente che un miglioramento /potenziamento del FASDIR (che funziona gia bene) possa servire comunque. Il fine e l’utilità di tutta l’operazione non è  chiaro ; va indicato e dimostrato con costi e benefici. Certamente vi è un interesse diretto del FASI ad ampliare il numero dei suoi iscritti, annettendo fondi integrativi aziendali.
In conclusione, penso che i dirigenti RAI debbano battersi per mantenere e potenziare il loro FASDIR- come integrazione principale - in modo da conquistare una copertura accettabile, utilizzando le misure suggerite in questo testo. Qualcuno parla di situazione “privilegiata” per i soci FASDIR : dove sta il privilegio ?
I dirigenti RAI si pagano l’assistenza ricavandone una buona copertura. Quelli in servizio ricevono dalla RAI le quote annuali per una doppia assistenza integrativa. Il principio di solidarietà aziendale e generazionale è forse un disvalore ? Proprio oggi con le pensioni in calo di potere d’acquisto ? Proprio quando dirigenti più anziani- che hanno pagato per anni tassi e quote associative- hanno più bisogno di cure ? Perciò il nostro interesse primario è quello di privilegiare la sanità pubblica, garanzia primaria in termini di affidabilità delle prestazioni e di economicità dei costi , individuali e sociali.
In secondo luogo , nostro interesse è quello di mantenere un sistema di assistenza sanitaria integrativa articolato, con costi minimi per chi accetta coperture minori e costi superiori per chi desidera una copertura maggiore, anche per prestazioni sanitarie più costose e complesse. Mi sembra che il FASDIR- semmai potenziato ed articolato- possa ancora assolvere bene a questa funzione equa, solidale e flessibile.
 
gennaio 2012

 
 
 
 
        
 

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